Aprire Partita IVA: Procedura Da Seguire E Regimi Agevolati

Aprire Partita IVA: Procedura Da Seguire E Regimi Agevolati

Come aprire la partita Iva.

Quanti di voi stanno per intraprendere un’attività commerciale o professionale, sia in forma individuale che associata si saranno chiesti qual’è la procedura da seguire per ottenere una partita Iva per iniziare a svolgere la propria attività.

La partita Iva è un codice composto da 11 cifre che identificano un soggetto ai fini fiscali ed è indispensabile per esercitare professionalmente un’attività abituale di impresa o di lavoro autonomo. Nel caso di persona fisica la partita Iva si differenzia dal codice fiscale (che ha una composizione alfanumerica) poiché è costituita da soli numeri. Nelle società, generalmente, numero di partita Iva e di codice fiscale coincidono. Vediamo adesso di riassumere la procedura da seguire per aprire, anche in modo autonomo partita Iva.

La procedura per l’apertura della partita Iva – Tutti i soggetti, persone fisiche, giuridiche ecc, che intraprendono l’inizio di un’attività d’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, devono presentare la dichiarazione di inizio di attività. L’obbligo riguarda anche i soggetti non residenti che istituiscono in Italia una stabile organizzazione e quelli che intendono identificarsi direttamente (art. 35 c. 1 2 5 del DPR n. 633/72). La dichiarazione deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività, cioè da quando è stata effettuata almeno un’operazione attiva o passiva (es: acquisto di beni strumentali e/o merci, stipulazione di contratti di locazione, ecc). Qualora il termine di presentazione cada di giorno festivo, la presentazione è considerata tempestiva se effettuata il primo giorno lavorativo successivo (art. 6 c.8 D.L. n. 90/94).  In merito al momento cui fare riferimento per la decorrenza del termine di 30 giorni, bisogna distinguere:

  • per le società di capitali, rileva il giorno di iscrizione nel Registro delle Imprese, dal momento che l’iscrizione è requisito imprescindibile per la stessa esistenza della società;

  • per le società di persone, rileva la data di stipula dell’atto di costituzione;

  • per i professionisti, l’iscrizione all’ordine professionale, se non è accompagnato da un minimo di organizzazione (locali, strumenti adeguati ecc), non comporta l’individuazione dell’inizio effettivo dell’esercizio professionale e quindi non è sufficiente da sola a determinare l’obbligo della dichiarazione.

La dichiarazione di inizio attività deve essere compilata dal contribuente compilando i seguenti modelli reperibili sul sito internet www.finanze.it:

  • per le imprese, comunicazione unica d’impresa (art. 9 D.L. n. 7/2007, DPCM 6 maggio 2009) da presentare in modalità telematica al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;

  • per le persone fisiche (diverse dalle imprese): dichiarazione mod. AA9/10 (Provv. Agenzia Entrate 29 dicembre 2009) da compilare e presentare telematicamente o recandosi personalmente presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate;

  • per i soggetti diversi (dalle persone fisiche e dalle imprese): dichiarazione Mod. AA7/10 (Provv. Agenzia Entrate 29 dicembre 2009) da compilare e presentare telematicamente o recandosi personalmente presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

La scelta del regime fiscale migliore – con l’apertura della partiva iva si entra necessariamente in un regime fiscale di determinazione del proprio reddito, derivante da attività commerciali oppure derivanti da attività di lavoro autonomo. Entrare in un regime piuttosto che in altro può avere conseguenze anche rilevanti nella propria pianificazione fiscale. Per questo motivo per apertura partita Iva è sempre bene avere un consulto da parte del nostro Commercialista di fiducia. In ogni caso ritengo utile riassumere brevemente quali sono i principali regimi fiscali ai quali potrete aderire a seconda che siate una società di capitali o di persone, oppure una persona fisica.

Il regime fiscale delle società di capitali – Le società di capitali, una volta costituite e ottenuta la partita Iva, devono obbligatoriamente entrare nella cosiddetta contabilità ordinaria. In questo regime le società devono tenere i registri contabili obbligatori previsti sia ai fini civilistici che ai fini fiscali, ovvero, il libro giornale, il libro degli inventari, i registri IVA, le scritture ausiliarie (es: contabilità di magazzino) e il registro dei beni ammortizzabili. Oltre a questo le società di capitali devono tenere i libri sociali, ovvero, il libro delle assemblee dei soci, il libro delle adunanze del CDA, il libro delle adunanze del collegio sindacale, ecc. Inoltre le società di capitali devono redigere il bilancio ad ogni esercizio sociale, e devono presentare la dichiarazione dei redditi entro termine del nono mese successivo a quello di chiusura dell’esercizio. Il reddito delle società viene determinato ai fini fiscali come differenza tra i ricavi imponibili e i costi deducibili dall’attività, rispettando i principi di competenza e inerenza. Le società di capitali scontano sia l’IRES che l’IRAP.

Il regime fiscale delle società di persone – Le società di persone possono, una volta costituite e ottenuta la partita Iva, in deroga alla contabilità ordinaria, essere assoggettate alla contabilità semplificata. Questo regime consente un risparmio di adempimenti e costi rispetto alla contabilità ordinaria. Infatti, ove la società rispetti i seguenti limiti: ricavi per prestazioni di servizi non superiori a €. 400.000 o ricavi per altre attività non superiori a €. 700.000, dovrà tenere soltanto i registri Iva. Su tali registri saranno annotate le varie operazioni attive e passive, ed ogni anno dovrà essere presenta la dichiarazione dei redditi. Il reddito viene determinato per competenza come differenza tra i ricavi imponibili e i costi deducibili. Tuttavia, le società di persone non scontano l’IRES, ma il loro reddito viene assoggettato per trasparenza ai soci. Per approfondimenti vi lascio i link a questi articoli: “il regime di trasparenza fiscale” e “verifica dei limiti per la contabilità semplificata“.

Il regime fiscale delle persone fisiche – Le persone fisiche in generale hanno una maggiore flessibilità per la scelta del regime fiscale da applicare con l’apertura della partita Iva. Infatti, oltre alla contabilità semplificata che abbiamo già visto, può essere interessante sfruttare il più conveniente regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (c.d. regime dei minimi). Questo regime, che può essere adottato solo da soggetti che non esercitavano precedentemente un attività di impresa o di lavoro autonomo, consente di beneficiare di un imposta del solo 5%, calcolata sulla differenza tra i ricavi e i costi inerenti l’attività. Inoltre, non si è soggetti ne agli studi di settore ne all’IRAP. Inoltre, in questo regime non è necessario tenere i registri Iva, ma soltanto conservare le fatture attive e passive dell’attività. Per maggiori informazioni su questo regime vi lascio il seguente link: “la convenienza del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile“. Tuttavia, questo regime potrà essere applicato soltanto fino al termine dell’anno 2015. Successivamente il regime cesserà di esistere a favore del nuovo, e purtroppo meno favorevole regime forfettario.

Fonte: Fiscomania

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