Calcolo dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps

Calcolo dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps

Calcolo dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps

I contribuenti titolari di partita Iva che esercitano attività professionali e che non hanno copertura previdenziale sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps. Il versamento dei contributi avviene alle date di versamento delle imposte sui redditi. 

I contribuenti titolari di partita Iva, che esercitano attività di lavoro autonomo, ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del Tuir e privi di altra copertura previdenziale, in quanto esercitano un’attività per la quale non è prevista una specifica cassa di previdenza, sono tenuti obbligatoriamente iscriversi alla Gestione Separata dell’Inps e a versare i relativi contributi entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi.

La Gestione Separata Inps – La Gestione Separata è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati e nasce con la Legge n. 335/95 (articolo 2, comma 26) che ha radicalmente riformato il sistema pensionistico nel nostro Paese, meglio nota anche come “riforma Dini. L’obiettivo di questa riforma è stato principalmente quello di assicurare una tutela previdenziale anche a tutte quelle categorie di lavoratori, che fino a quel momento ne erano escluse. Non sono tenuti all’iscrizione alla Gestione Separata istituita presso l’Inps e alla compilazione del quadro RR, iprofessionisti già assicurati ad altre casse professionali, relativamente ai redditi assoggettati a contribuzione presso le casse stesse, e coloro che, pur producendo redditi di lavoro autonomo, siano assoggettati, per l’attività professionale, ad altre forme assicurative.

I contributi dovuti – Ogni anno i professionisti iscritti alla Gestione Separata sono tenuti al versamento dei relativi contributi previdenziali. La base imponibile su cui calcolare la contribuzione è data dalreddito imponibile calcolato a fini Irpef, relativo all’anno cui la contribuzione si riferisce, dato dalla differenza tra compensi percepiti e costi fiscalmente riconosciuti sostenuti nel corso dell’anno. La Legge di Stabilità 2014, Legge n. 147/2013, ha modificato le aliquote contributive per i soggetti iscritti alla Gestione Separata, intervenendo in particolare:

  • da un lato (con il comma 491), nei confronti dei soggetti iscritti alla Gestione Separata ma titolari di un’altra posizione previdenziale o pensionati, incrementando gli aumenti già previsti dalla Legge n. 92/2012 e fissandol’aliquota al 22% (rispetto al 21% previsto);
  • dall’altro (con il comma 744), per i soggetti iscritti solo alla Gestione Separata, bloccando l’incremento dell’aliquota previsto dalla Legge 92/2012 e fissandolo al 27,72% solo per i soggetti titolari di partita Iva. Per i soggettinon titolari di partita Iva ed iscritti solo alla Gestione Separata (quali ad esempiocollaboratori a progetto, i collaboratori coordinati e continuativi quali i soci di società a responsabilità limitata che percepiscono compenso in qualità di amministratori, gli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro, lavoratori autonomi occasionali che hanno superato la soglia dei €. 5.000, i venditori porta a porta  se i compensi percepiti nell’anno superano l’importo di euro €. 6.410,26) viene invece confermato l’aumento dell’aliquota già previsto dalla Legge 92/2012, con aliquota fissata al 28,72%.

Pertanto le aliquote previste per i contributi dovuti alla gestione separata inps, come confermate dalla Circolare Inps 18/2014 sono:

Liberi professionisti Aliquota 
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie 27,72%
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria 22%

                                           

Collaboratori e figure assimilate Aliquota 
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie 28,72%
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria 22%

Le predette aliquote sono applicabili, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione Separata fino al raggiungimento del massimale di reddito previsto dall’articolo 2, comma 18, della Legge n. 335/1995, che è pari a €. 100.123,00.

Ad esempio un contribuente, professionista, che esercita attività di consulenza alle imprese conseguendo un reddito di €. 20.000, avrà un contributo Inps alla Gestione Separata da versare a saldo per l’anno di imposta “n” pari a:

€. 20.000*27,72% = €. 5.544

Su tale importo dovranno poi essere detratti gli acconti versati relativi a tale anno di imposta. In questo modo si determina il contributo netto a saldo da versare. La scadenza per il versamento contributo a saldo alla Gestione Separata Inps è il 16 giugno di ogni anno, con riferimento ai contributi dell’anno precedente (ad esempio, il 16 giugno dell’anno “n”, è in scadenza il versamento del contributo a saldo relativo all’anno di imposta “n-1”).

La determinazione degli acconti dovuti alla Gestione Separata – Oltre al versamento del saldo, i professionisti iscritti alla Gestione separata dell’Inps sono tenuti a versare due acconti riferiti all’anno di imposta in corso. Gli acconti si determinano prendendo a riferimento l’80% del contributo dovuto calcolato sul reddito imponibile Irpef dichiarato nel modello Unico relativo all’anno di imposta precedente (ad esempio, nell’anno di imposta “n” gli acconti sono dovuti sull’80% del contributo a saldo dovuto per l’anno “n-1”, prendendo a riferimento il reddito imponibile Irpef dichiarato nel modello Unico per l’anno di imposta “n-1”). Gli importi relativi al reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi, su cui calcolare l’acconto alla Gestione Separata, sono ricavabili:

  • nelquadro RE (reddito da lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni), nel rigo RE25relativo al reddito imponibile Irpef;
  • nelquadro LM (reddito dei soggetti con regime dell’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 98/2011 avendo barrato la casella “autonomo”) nel rigo LM6-LM9.

L’acconto deve essere versato in due rate di pari importo entro le scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi, e quindi per l’anno di imposta “n”, il primo acconto per i contributi dovuti alla Gestione Separata deve essere versato entro il 16 giugno “n” o il 16 luglio “n”, con la maggiorazione dello 0,4%, mentre il secondo acconto deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, sempre dell’anno “n”.

Resta ferma la possibilità per i contribuenti di determinare l’acconto dovuto con il metodo previsionalenel caso in cui si presuma di conseguire un reddito nel 2015 inferiore a quanto dichiarato nel 2014 e quindi versare un acconto inferiore (o non versare alcun importo) rispetto a quanto sarebbe dovuto utilizzando il metodo storico.

Versamento dei contributi – Il versamento dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps deve essere effettuato esclusivamente utilizzando il modello F24, da presentare in banca solo se di importo non superiore a €. 1.000, e non è completamente compensato. In tutti gli altri casi il versamento deve essere effettuato utilizzando i canali online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, oppure tramite il l’home banking messo a disposizione dal proprio istituto di credito. Il codice tributo da utilizzare, nella sezione Inps è “PXX“, riportando nella sezione periodo di riferimento, l’anno oggetto di contribuzione e l’importo del contributo, nella sezione importi a debito.

Compensazioni Inps e tassazione separata – L’articolo 17, comma 1, lettera n-bis) del Tuir prevede che siano assoggettate a tassazione separata, salva l’opzione per la tassazione ordinaria, le somme conseguite a titolo di rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si è fruito di una detrazione. Nella casistica vi rientra anche l’ipotesi di contributi versati alla gestione separata Inps che, rivelatisi poi eccedenti rispetto a quelli effettivi calcolati in sede di saldo. Tipicamente, la situazione si presenta quando il reddito di un anno, utilizzato come base di computo per gli acconti, cala drasticamente nel periodo successivo. Nel resoconto dichiarativo successivo, i contributi versati in acconto durante l’anno risultano eccedenti l’effettivo debito, con la conseguenza che l’esubero può essere oggetto di compensazione su modello F24. In questo caso, nel quadro RM del modello Unico si dovrà segnalare la restituzione dell’importo dei contributi Inps a credito utilizzati in F24 (pari all’importo utilizzato in compensazione), assoggettando tale importo a tassazione separata, come regola di default,oppure optando per la tassazione ordinaria.

Fonte: FiscoMania

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