Secondo acconto imposte alla cassa il 30 novembre

Secondo acconto imposte alla cassa il 30 novembre

Contribuenti chiamati entro il prossimo 30 novembre al versamento del secondo acconto delle imposte (Irpef, Ires, IRAP, cedolare secca e Ivie/Ivafe) dovute per l’anno 2015. Per evitare versamenti altrimenti non dovuti è bene verificare se si rientra in uno dei casi si esclusione previsti.

La maggior parte dei contribuenti italiani è chiamata entro il prossimo 30 novembre al versamento del secondo acconto delle imposte (Irpef, Ires, Irap, cedolare secca e Ivie/Ivafe), relative all’anno 2015, pari al 60% del totale degli acconti dovuti.

I soggetti passivi – Gli acconti IrpefIres e Irap dovranno essere versati da tutti i contribuenti che rientrano nell’ambito di applicazione delle rispettive imposte e pertanto soggetti al pagamento del primo e del secondo acconto in corso d’anno e del saldo l’anno seguente, una volta determinato in via definitiva il risultato economico di periodo. In pratica, schematizzando possiamo dire che sono tenuti al versamento degli acconti i contribuenti che presentano un saldo positivo nel modello Unico.

Attenzione  Si rammenta che, in ogni caso, per il versamento del secondo acconto d’imposta non è riconosciuta ai contribuenti la facoltà di rateizzare gli importi dovuti, così come invece avviene in occasione del versamento del primo acconto.

Soggetti esclusi – Sono esclusi dal versamento dell’acconto delle imposte sui redditi, le seguenti categorie di soggetti:

  • i titolari di redditi totalmente esentidalle imposte sui redditi (es. pensioni di invalidità o di guerra);
  • i contribuenti titolari esclusivamente di redditi tassati alla fontetitolo d’imposta (es. interessi su depositi bancari e postali, interessi su BOT o su titoli pubblici);
  • soggetti che non hanno conseguito redditinell’anno precedente, o nel’’anno in corso (ad esempio per inizio o cessata attività);
  • soggetti che non hanno legittimamente presentato la dichiarazioneper il precedente periodo d’imposta, nonché i lavoratori dipendenti che non possiedono altri redditi ad eccezione dell’abitazione principale;
  • gli eredi dei contribuenti deceduti tra il 1º gennaio 2015 ed il 2 dicembre 2015, in quanto l’obbligo di versamento non si trasferisce in capo agli eredi.

Persone fisiche che presentano il modello 730 – E’ bene precisare, onde evitare possibili errori, che per le persone fisiche che presentano la dichiarazione dei redditi utilizzando il Modello 730, il versamento delle imposte con il metodo degli acconti è effettuato tramite il sostituto d’imposta attraverso il sistema delle ritenute, quindi, tale categoria di contribuenti non è tenuta ad effettuare alcun versamento a titolo di acconto.

I metodi di determinazione dell’acconto 

Per determinare l’importo degli acconti delle imposte sui redditi dovuti è possibile utilizzare due diverse metodologie:

Il metodo Storico – L’ammontare degli acconti dovuti deve essere calcolato in percentuale sull’imposta dovuta per il periodo d’imposta precedente e viene così calcolato a seconda dell’imposta.

Metodo previsionale – In alternativa alla determinazione degli acconti secondo il metodo storico, il contribuente, che al termine del mese di novembre, prevede di conseguire minori redditi per l’anno fiscale 2015, può rideterminare, anche fino ad annullare, il versamento degli acconti per il periodo d’imposta 2015, sulla base del c.d. ‘‘metodo previsionale’’.

Nella pratica, invece di prendere a riferimento l’imposta dovuta in relazione all’anno precedente, così  come emerge dalla dichiarazione (al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto) può stimare le imposte dovute sulla base del risultato che si presume di dichiarare con riferimento al periodo d’imposta in corso. In merito deve essere precisato che:

  • se in sede di versamento del primo acconto il contribuente ha adottato il metodo storico, lo stesso, non è tenuto a liquidare anche il secondo acconto con lo stesso metodo, ma può adottare il metodo previsionale;
  • l’utilizzo di una metodologia in relazione alla determinazione degli acconti dovuti per un’imposta (ad esempio Ires) non obbliga all’utilizzo dello stesso metodo anche per le altre imposte dovute (ad esempio Irpef e/o Irap), sebbene comunque l’applicazione del medesimo metodo dovrebbe rispondere a criteri più che altro di logica. Per quanto di interesse in fase di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria rileverà solo che i versamenti effettuati risultino essere congrui in relazione al criterio di versamento prescelto.

Tale conclusioni assumono importanza soprattutto con riferimento alle sanzioni applicate in caso di adozione del metodo previsionale e versamento di acconti insufficienti: è bene infatti ricordare che in caso di errore nella rideterminazione e/o nel versamento dell’acconto, si va incontro all’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente, ossia in misura pari al 30% dell’imposto non versato, oltre agli interessi legali.

Modalità di versamento, termini e codici tributo – Per il versamento del secondo acconto Irpef, Ires ed Irap deve essere utilizzato il modello F24. Per le persone fisiche i versamenti sotto i mille euro potranno essere effettuati con modalità cartacea presentando il modello F24 in banca. Invece, per i versamenti sopra i mille euro potranno essere utilizzate le modalità telematiche (home banking, o Fisconline/Entratel). Mentre se si deve presentare un modello a saldo zero a seguito di compensazione tale F24 potrà essere presentato esclusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per le società, come di consueto, valgono le regole del versamento telematico appena descritto. Per il versamento del secondo acconto si dovranno utilizzare i seguenti codici tributo:

  • codice tributo 2002– IRES secondo acconto o unica soluzione;
  • codice tributo 4034– IRPEF secondo acconto o unica soluzione;
  • codice tributo 1794– Imposta sostitutiva regime fiscale di vantaggio secondo acconto o unica soluzione;
  • codice tributo 3813– IRAP secondo acconto o unica soluzione.

Il termine per il versamento del secondo acconto d’imposta, è fissato entro la fine dell’undecimo mese dalla chiusura del periodo d’imposta, se si tratta si società, mentre per le persone fisiche il termine coincide sempre con il 30 novembre.

Ravvedimento operoso – I contribuenti che commettessero errori nella determinazione del secondo acconto delle imposte sui redditi potranno fruire dell’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13D.Lgs. n. 472/97), ottenendo in tale modo la riduzione delle sanzioni previste per l’omesso o insufficiente versamento del secondo acconto, pari al 30% dell’omesso versamento:

  • ad 1/10 pari al 3%, qualora il pagamento del dovuto a titolo di acconto ed interessi sia effettuato entro 30 giorni dalla data di scadenza del termine di versamento e, cioè, entro il 31 dicembre 2015;
  • ad 1/8 pari al 3,75%, qualora il predetto versamento sia effettuato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, cioè, entro il 30 settembre 2016.

Fonte: FiscoMania

 

Comments are closed.